Ufficio Oggetti Smarriti

Un uomo e il suo lavoro d’ufficio.
La routine, i propri oggetti, i rituali quotidiani.
Un ordine e una regolarità, una pace, possiamo dire, che vengono sconvolte dall’arrivo di una nuova
collega, con la quale condividere spazi e compiti, smistare telefonate e...chiacchiere e domande non
gradite.
L’ncontro/scontro di due persone, due visioni del mondo, due approcci alla vita. E sullo sfondo l‘Ufficio
Oggetti Smarriti.
Un luogo dove arrivano gli oggetti che si perdono e forse quando si perdono vanno in una specie di
paradiso tutto loro dove alle persone non è dato di arrivare. O forse sì. Non a tutte però, solo a quelle che si
sono perse a loro volta e attendono di essere ritrovate, come dei calzini spaiati dopo il lavaggio che
aspettano il loro compagno.
Ci vuol pazienza per ritrovare quell’oggetto che avevamo con noi e di cui davamo scontata la presenza fino
a che, troppo tardi, ci rendiamo conto della sua assenza. Lo stesso può accadere con noi, ci perdiamo e non
sappiamo più dove ci eravamo lasciati. Oppure può capitare che sia l’assenza di qualcuno a portare via noi a
noi stessi insieme alla voglia di cercarci.
È quello che succede ai personaggi di questo spettacolo che compaiono in un ambiente molto strano e
vedono riemergere i pezzi di loro stessi in mezzo agli oggetti che altri non sono riusciti a trattenere ma si
arrendono alla necessità di cercarsi.

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